Luoghi dell’itinerario

  • Chiesa di Santo Stefano Protomartire
    • Oratorio di San Leonardo
    • Santuario della Madonna delle Grazie
    • Chiesa di San Michele Arcangelo

Il percorso a piedi inizia nel punto più riconoscibile del paese, la Chiesa di Santo Stefano Protomartire: edificio che da secoli custodisce la memoria spirituale e civile di Santo Stefano. Una pieve dalle origini antiche, ricostruita e trasfigurata nel XVIII secolo, che unisce memoria e bellezza in un ambiente raccolto e solenne. Le radici della chiesa affondano nella pieve medievale che già serviva il territorio della Val di Magra: si sa che la parrocchia era attiva nel XIV secolo e probabilmente sorgeva su un edificio precedente di epoca alto-medievale.
Nel corso del XVIII secolo, su progetto dell’architetto genovese Ferdinando d’Andrea, la pieve venne demolita e ricostruita in stile barocco, con pianta che comprendeva sei cappelle e una cupola centrale, rispettando la tradizione liturgica e valorizzando l’esperienza visiva e spirituale del luogo.

All’esterno, la chiesa presenta una facciata semplice ma elegante, che anticipa un interno ricco di dettagli: la volta della cupola illumina la navata centrale, le cappelle laterali ospitano altari dedicati ai santi venerati dalla comunità, mentre l’organo pensile sospeso sopra la controfacciata testimonia l’antica liturgia musicale che animava questo luogo.
Camminando tra le navate, si percepisce la stratificazione storica dell’edificio: elementi medievali si fondono con la decorazione barocca settecentesca, creando un’atmosfera di partecipazione e raccoglimento, capace di raccontare la fede e il tempo della comunità.

La Chiesa di Santo Stefano Protomartire non è soltanto un monumento: è un simbolo della vita del borgo. Ogni festa patronale, ogni celebrazione liturgica, ogni momento di incontro lascia traccia tra le sue pietre. Situata a pochi passi dall’itinerario centrale del paese, è una tappa naturale per chi voglia comprendere la storia di Santo Stefano di Magra e la profondità della sua identità.
La presenza della chiesa, fin dal Medioevo, ha contribuito a formare il tessuto sociale, culturale e spirituale del borgo, diventando punto di riferimento per generazioni di abitanti e pellegrini lungo la Via Francigena.

Dal sagrato si attraversa il centro storico costeggiando gli antichi edifici realizzati in laterizio, eredità diretta della tradizione produttiva della valle. Dopo pochi minuti di cammino si raggiunge l’Oratorio di San Leonardo, che ci ricorda il ruolo delle confraternite: luoghi di preghiera ma, soprattutto, di assistenza ai viandanti che attraversavano la Val di Magra. Le origini dell’oratorio si collocano in epoca medievale, quando venne edificato come luogo di preghiera e aggregazione della confraternita dedicata a San Leonardo, santo particolarmente venerato lungo la Via Francigena. La sua presenza è documentata tra i beni culturali e storici del territorio, ed è annoverato nei registri ecclesiastici della Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato come edificio confraternale. In passato, l’oratorio ebbe anche legami con famiglie locali di rilievo, come i Tempesta, ed è inserito in un tessuto urbano che comprende antiche ville e palazzi nobiliari, testimoniando il ruolo centrale che ebbe nella vita sociale e religiosa del paese. L’edificio si presenta con linee semplici ed essenziali, tipiche degli oratori confraternali della Liguria di Levante. All’interno custodiva un piccolo altare dedicato al santo titolare e, in passato, ospitava riti, devozioni e momenti di aggregazione della confraternita.
La funzione principale non era solo quella liturgica, ma anche comunitaria: l’oratorio era luogo di incontro, di solidarietà e di sostegno reciproco, secondo lo spirito delle confraternite medievali. Oggi l’Oratorio di San Leonardo, pur avendo perso alcune delle sue funzioni originarie, rimane un importante punto di riferimento per la memoria storica del borgo. Inserito tra i beni censiti dal Ministero dei Beni Culturali, rappresenta un esempio prezioso di architettura religiosa minore, ma dal grande significato simbolico.

Usciti dal borgo urbano, il cammino prosegue seguendo il tracciato locale della storica Via Francigena, itinerario di pellegrinaggio che collegava l’Europa medievale a Roma, passando proprio da queste terre di confine tra Liguria e Lunigiana. Camminare qui significa percepire una valle che non era soltanto attraversata, ma vissuta: passo dopo passo, nei punti d’acqua, di sosta e di orientamento.

La pendenza della strada aumenta in modo molto graduale, dolce, sempre sicura, accompagnata dal verde della campagna. Si raggiunge quindi il Santuario Madonna delle Grazie, luogo simbolo del culto popolare della valle — con cupola ottagonale e ingressi ricchi di ex-voto, metafora concreta della devozione collettiva che qui ha sempre trovato casa più che gerarchia. Il Santuario della Madonna delle Grazie, noto anche come Oratorio della Madonna dei Castiglioni e popolarmente chiamato “la Madonnetta”, si trova nella frazione di Ponzano Magra, nel comune di Santo Stefano di Magra. La sua origine è legata a un episodio che la tradizione tramanda con grande devozione: il 10 luglio 1647 la Vergine Maria con il Bambino apparve al giovane Giovanni Battistini, nei pressi del poggio dei Castiglioni. La notizia si diffuse rapidamente, suscitando grande emozione e portando i fedeli a radunarsi in preghiera. Già nei primi giorni furono riferiti eventi miracolosi e guarigioni, che alimentarono la devozione popolare. A seguito dell’apparizione, la comunità decise di erigere un luogo di culto sul sito dell’evento. La posa della prima pietra avvenne il 24 agosto 1648, alla presenza delle autorità religiose. Nel 1654 l’edificio fu ampliato: venne ingrandita la navata d’ingresso e fu realizzata la cupola, mentre si stabilì che la festa della Madonna delle Grazie sarebbe stata celebrata ogni anno la quarta domenica di luglio. Nel 1670 venne aggiunto il presbiterio, completando così la struttura che ancora oggi si conserva. Il santuario presenta caratteristiche architettoniche tipiche del Seicento, con pianta ottagonale e copertura a cupola, che conferiscono all’edificio un aspetto armonioso e raccolto. All’interno si conserva una splendida immagine della Madonna con il Bambino, attribuita al pittore senese Domenico Beccafumi, oltre a numerosi ex-voto che testimoniano la gratitudine dei fedeli. La festa patronale di luglio rappresenta un momento importante di incontro e di rinnovata fede, che unisce abitanti e pellegrini in una celebrazione che affonda le radici nella storia del territorio.

Dal santuario si continua a salire ancora per un breve tratto, sempre su fondo non tecnico, fino ad arrivare al borgo medievale di Ponzano Superiore. L’ingresso del borgo è un’esperienza immediata: i caruggi si stringono, le case si accostano, la vallata si apre in scorci improvvisi, mentre il profilo dell’abitato accompagna naturalmente verso la Chiesa di San Michele Arcangelo, uno degli edifici religiosi più significativi del territorio comunale di Santo Stefano di Magra. La parrocchia di San Michele Arcangelo è attestata già nel XIII secolo come dipendenza della pieve di Santo Stefano “de Cerreto”. L’attuale edificio, però, ha una storia stratificata: la sua consacrazione risale al 1528, quando venne solennemente benedetto dal vescovo di Nebbio. Nei secoli successivi conobbe ampliamenti e rimaneggiamenti, in particolare tra Sei e Settecento, quando fu arricchito da decorazioni barocche e cappelle laterali. Durante l’epoca napoleonica (1798), come molte chiese del territorio, subì spoliazioni e perdite di arredi preziosi, ma mantenne la sua centralità per la comunità. La chiesa presenta una pianta a navata unica, con cappelle laterali che custodivano in passato cinque altari minori oltre all’altare maggiore. Le decorazioni in stile barocco e tardo barocco conferiscono all’interno un’atmosfera solenne e luminosa. Tra gli arredi spiccano dipinti su tela di ambito ligure-lunigianese e un pregevole organo meccanico realizzato da Filippo Tronci nel 1825, testimonianza dell’importanza della musica sacra nella liturgia locale. Il campanile è uno degli elementi più suggestivi: ricavato dalla torre dell’antico castello medievale, rappresenta la continuità tra la storia difensiva del borgo e la sua identità religiosa.

Inserita nel tessuto urbano di Ponzano Superiore, la chiesa dialoga con il borgo di pietra e con il paesaggio circostante. Dai suoi pressi si aprono scorci unici sulla Val di Magra, fino al mare e alle Alpi Apuane. Non è solo un luogo di culto, ma anche una tappa imprescindibile per chi visita il borgo e vuole comprenderne appieno la storia.

La discesa segue la stessa filosofia del cammino: si torna verso il paese chiudendo l’anello con continuità, senza fretta, riconsegnando il passo al borgo urbano, dove il percorso si conclude naturalmente nella zona centrale di Santo Stefano di Magra.