Santo Stefano di Magra fu per secoli un punto di riferimento lungo la Via Francigena, frequentata dai pellegrini diretti verso Roma, la Terrasanta e Santiago di Compostela. Il continuo transito di viandanti favorì scambi culturali e commerciali e diede origine a una radicata tradizione di ospitalità, attestata già dal IX secolo con l’esistenza di un importante mercato e di un hospitale per i pellegrini.
Il territorio conserva ancora oggi un patrimonio storico e paesaggistico significativo, che unisce antichi borghi collinari all’ecosistema del fiume Magra.
Dalle origini medievali all’età moderna
Le prime attestazioni
Una delle più antiche testimonianze documentarie risale al 981, quando Ottone II cita il mercatum in plebe Sancti Stephani. Il borgo è ricordato anche da importanti viaggiatori medievali: Sigeric, arcivescovo di Canterbury, lo nomina intorno al 990 come Sce Stephane, seguito nel XII secolo dall’abate Nikulas Munkathvera e dall’abate di Guny. Nel 1154 una bolla papale di Anastasio IV menziona la Pieve di Santo Stefano “de Cerreto”, documentata anche nel Codice Pelavicino.
Sviluppo istituzionale e mercantile
Nel 1185 Federico I Barbarossa conferma la vocazione commerciale del borgo, mentre la prima attestazione della Comunità risale al 1202. Dopo il trasferimento della sede vescovile a Sarzana (1204), Santo Stefano accetta l’accasamento con la città, ottenendo privilegi e una sede simbolica lungo la strata Romea. Il mercato domenicale viene regolamentato nel 1257, aumentando le entrate derivanti dagli scambi. Nel 1277 il vescovo Enrico da Fucecchio ristabilisce la gabella destinata alla Mensa Vescovile. Le merci trattate comprendevano tele, pelli, legname, metalli, formaggi, sale e allume.
Dominazioni e trasformazioni
Dal XIV al XVI secolo Santo Stefano attraversa diverse dominazioni: dai Visconti (1344–1402) ai Campofregoso (1421), dal Banco di San Giorgio (1484) alla Repubblica di Genova (1562). Dopo un periodo di forte pressione fiscale, il borgo conosce una ripresa economica nella seconda metà del Seicento.
Dal periodo napoleonico al XX secolo
Età napoleonica e Restaurazione
Tra 1797 e 1799 i rapporti con il governo francese introducono nuove forme amministrative, come le elezioni delle cariche municipali. Nel 1810 viene autorizzato l’abbassamento delle mura e la sistemazione della via principale. Dal 1818, con la costituzione della Provincia del Levante, Santo Stefano entra nel mandamento di Sarzana all’interno del Regno di Sardegna.
Ottocento e infrastrutture
I moti liberali del 1848 ebbero forti ripercussioni in Lunigiana. Nel 1853 furono scoperti movimenti insurrezionali connessi alla congiura di Felice Orsini. Tra il 1880 e il 1890 l’intera area conosce una crescita significativa grazie alla costruzione dell’Arsenale della Spezia, della ferrovia Spezia–Parma (1894), del Canale Lunense e delle Murella contro le piene del Magra. Nello stesso periodo nasce un importante polo industriale, con aziende attive nei settori dei refrattari, del vetro, dei laterizi e della ceramica (tra cui la Ceramica Vaccari e la Società Italiana Refrattari).
Bonifiche e sviluppo moderno
Durante il periodo fascista vengono attuate estese opere di bonifica (dal 1933 con il Consorzio di Bonifica), che eliminano le zone paludose e favoriscono l’espansione urbana e produttiva, contribuendo alla trasformazione del borgo in un dinamico crocevia di attività.
Personaggi Storici
Cesare Arzelà (1847–1912) – Matematico
Nato a Santo Stefano di Magra, fu professore a Palermo e Bologna. Diede importanti contributi all’analisi matematica, tra cui il noto criterio di equicontinuità. Socio dei Lincei, nel 1907 vinse il Premio Reale. Morì nel suo paese natale.
Antonio Bertoloni (1775–1869) – Botanico
Originario di Sarzana, studiò a Pavia e Genova e fu professore di botanica a Bologna. Autore della monumentale Flora Italica e di numerosi studi sulle Alpi Apuane, è riconosciuto come uno dei più importanti botanici italiani dell’Ottocento.
Cesare Orsini (1517–XVII sec.) – Poeta maccaronico
Nato a Ponzano, lavorò presso le corti dei Gonzaga e del cardinale Bevilacqua. Conosciuto con lo pseudonimo Magister Stopinus, è autore dell’opera Capriccia Maccaronica (1636), raccolta satirica in latino maccheronico.
Beni Culturali
Santo Stefano di Magra conserva numerose testimonianze del suo passato legato alla Via Francigena: architetture medievali, antichi percorsi di transito e luoghi di accoglienza dei pellegrini. Il territorio, arricchito da borghi storici e dal corridoio naturale del fiume Magra, costituisce oggi un patrimonio culturale e paesaggistico di grande valore, da valorizzare e rendere sempre più fruibile.